Arte
La mia ricerca artistica nasce dall’osservazione della vita e dall’indagine del suo senso.
Ogni opera è un frammento di esperienza, una “centesima parte” di me e del mondo che mi circonda.
Il cerchio è il segno centrale del mio lavoro: rappresenta la vita come processo ciclico, imperfetto e in continuo movimento.
La mia pratica si fonda su gesti essenziali e materiali concreti, utilizzati come strumenti di pensiero.
Legami, nodi e connessioni diventano segni di relazione, tempo e memoria.
Da questa ricerca artistica nasce anche il progetto 1centesimodime, come sua naturale estensione.
Arte e accessorio condividono la stessa origine concettuale, non un rapporto decorativo.
Il mio lavoro attraversa media diversi mantenendo un’unica direzione: riflettere sulla vita e sulle sue leggi.
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Cerchio
Il cerchio è il segno centrale della mia ricerca.
Rappresenta la vita come processo continuo, perfetto nelle sue imperfezioni.
Il filo, mai spezzato, indica ciò che resta aperto: speranza, futuro, possibilità.
Attraverso il cerchio indago il tempo, il cambiamento e la trasformazione. -
Bacchette magiche
Raccolgo rami caduti nella natura e li avvolgo con lana dell’Alentejo, attraverso nodi e sfumature.
Il gesto trasforma la materia: ciò che appare inerte si carica di nuova energia.
Ogni bacchetta diventa segno di rinascita e trasformazione, portatrice di memoria e possibilità.
Attraverso l’arte restituisco vita a ciò che sembra averla perduta
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Ritmi ed Equilibri
Frammenti di vita osservati da vicino, come attraverso una lente d’ingrandimento.
Elementi minimi, nati da materiali di scarto, si articolano in sequenze di alti e bassi.
Il gesto e l’accostamento cromatico costruiscono ritmo e armonia, trasformando la discontinuità in equilibrio.
Un centro comune attraversa ogni composizione, mantenendo la tensione in una forma condivisa.
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Flessibilità adattamento
Elementi rigidi e definiti si articolano nello spazio.
Dal loro incontro nasce il movimento: strutture che si aprono, si chiudono, si trasformano.
La rigidità si fa flessibilità, l’ordine diventa adattamento, in un processo continuo.
Definisco spazi che sembrano vuoti, ma sono pieni, attraversati da pensieri in continua evoluzione.
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Quel che resta
“Quel che resta” nasce dal bisogno di capire cosa rimane davvero.
È come passare la vita attraverso un setaccio.
Raccolgo nel mio quotidiano sassi e piccoli elementi naturali.
Li pulisco, li osservo, li scelgo.
I sassi hanno un peso e un’energia particolare.
Diventano punti fermi del mio cammino.
Legarli con fili di cotone è un gesto di cura:
un tentativo di dare ordine al disordine del mondo e riconoscere ciò che resta davvero importante.
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Rigore
In questi acquarelli mi esercito a stare nelle righe.
Ogni forma — riga, quadrato, rombo — è delimitata da fili di cotone che tracciano confini reali nello spazio.
Il colore si muove dentro questi limiti, costruendo composizioni essenziali e decorative.
È il mio modo di cercare ordine.
Di contenere pensieri e immaginazione che spesso tendono a oltrepassare i confini.
In queste opere convivono due forze: libertà e disciplina.
Una dualità che abita il mio lavoro e con cui dialogo ogni giorno.
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Fotografie
L’acqua è la mia ispirazione più profonda: si fonde con il cielo, trasmette emozioni, ci invita a guardare la vita da prospettive diverse. Attraverso le mie fotografie, racconto questo fluire continuo.
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Autoritratti in una bolla
Autoritratti nati da fotografie che scatto a me stessa.
Il mio sguardo appare racchiuso in una bolla.
È il mio modo di stare nel mondo:
un po’ sospesa, un po’ assorta.
I contesti cambiano, le circostanze si trasformano,
ma il mio sguardo resta lo stesso.
Attento.
Riflessivo.
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Milano nelle pozzanghere
Osservo Milano attraverso le pozzanghere.
L’architettura si riflette e si trasforma.
Il pavé, i marciapiedi, i tombini, l’asfalto, le foglie o le cartacce diventano elementi di una nuova composizione.
Il quotidiano dialoga con la storia della città, creando equilibri inattesi.
Uno sguardo diverso che rivela bellezza anche dove, normalmente, non siamo più abituati a cercarle.
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Rinascita
Materiali di scarto — cartoni, imballaggi, frammenti dimenticati — vengono intrecciati e ricoperti di lana.
La materia cambia natura:
ciò che era destinato a essere gettato diventa attenzione, cura, cuore, amore.
È un gesto di trasformazione.
Un processo di rinascita.
Attraverso l’arte cerco il bello anche dove sembra non esserci,creando nuove occasioni d’amore.
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Sassi
I sassi sono punti fermi del mio cammino: scelti con cura, hanno un peso e un’energia che custodisco nelle mie opere. Legati con fili di lana o cotone, diventano simboli di luce eattenzione, unici come ogni frammento di vita.
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Grafiche
Realizzo grafiche anche su richiesta per fissare date significative.
Lettere e numeri diventano elementi visivi con cui costruisco composizioni di forme e colori.Ogni lavoro nasce dall’incontro tra memoria e segno.
Un modo per trasformare un momento importante in un’immagine armonica da custodire nel tempo.
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Pensieri
Questi lavori risalgono al 2006 circa.
Nascono da stratificazioni di ritagli di giornali, quotidiani e pagine di libri.
Frammenti di parole e notizie si sovrappongono, creando una nuova superficie di senso.Su queste tracce scrivo messaggi che desidero restino.
Pensieri che emergono dal rumore del mondo e cercano uno spazio per rimanere.
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L'amore nel quodidiano
La mia ricerca è trovare nel quotidiano — nelle notizie come nella vita — tracce di bellezza anche dove sembra non esserci.
Il cuore è uno dei primi segni di questo lavoro.
Non lo dipingo: lo ritaglio da un tessuto e lo applico su materiali semplici e grezzi, come la juta.
Accanto al cuore inserisco frammenti di frasi raccolti dai giornali.
Parole nate nel rumore del mondo che, accostate al cuore, cambiano significato.
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Quadri Pulcino
Il pulcino è un’immagine che mi accompagna da sempre.
Mi riporta all’infanzia, a quello che avevo sul terrazzo da bambina, ma anche a “Le Tintallegre”, il progetto che ho condiviso per quindici anni con la mia amica Valentina, tra oggetti dipinti, idee e sperimentazioni.
Piccolo, ingenuo, curioso.
Con tutta la vita davanti.
Per me il pulcino è il simbolo della parte più autentica di ognuno di noi: quella che continua a guardare il mondo con stupore.